Questo corso ha l’obiettivo primario di insegnare il mestiere di correttore di bozze in una casa editrice. È strutturato in sei lezioni, e l’istruttore esprime l’augurio di fare “buona compagnia” durante questo percorso. Il corso affronta anche la visione fondamentale dell’editoria e mira a far conoscere a fondo la tridimensionalità della parola.
Il percorso linguistico è presentato come un lavoro di squadra ma anche individuale, fondamentale per combattere l’analfabetismo di ritorno.
Di seguito sono descritti i contenuti principali trattati nelle sei lezioni.
Lezione 1. Ruoli e tipi di editing
La prima lezione si concentra sulle differenze sostanziali tra correttore di bozze, editor e editing.
- Correttore di bozze: Si occupa della forma di uno scritto destinato alla pubblicazione. Non interviene sugli errori di contenuto, ma corregge sviste, refusi, doppi spazi, punteggiatura, maiuscole/minuscole, e errori di ortografia, grammatica e sintassi. Il correttore deve possedere competenze tecniche (ottima conoscenza dell’italiano, padronanza grammaticale e tipografica, conoscenza dei vari tipi di testo, dimestichezza con computer e internet) e competenze attitudinali (precisione, attenzione, pazienza, flessibilità, spirito collaborativo).
- Editor: È una figura fondamentale e il primo lettore e revisore delle opere inviate (sia a livello contenutistico che formale). Segue ogni fase della pubblicazione di un libro, dall’ideazione alla stampa, controllando la correttezza, la chiarezza, la validità del contenuto, l’originalità dello stile e la coerenza. L’editor può anche suggerire modifiche all’autore e deve essere un “scopritore di talenti”.
- Editing: Consiste nella revisione di un testo da parte dell’editor per migliorarne la quantità contenutistica e formale prima della pubblicazione. Richiede una competenza linguistica a 360° e si divide in quattro tipologie: strutturale, contenutistico, grafico (compito essenzialmente del graphic designer) e stilistico (che provvede alla coerenza dello stile).
Lezione 2. Stile, citazioni e comunicazione
La seconda lezione invita a cimentarsi nell’esercitarsi a scrivere e valutare un testo. Gli argomenti trattati includono:
- Regole di formattazione: Citazioni dirette o indirette, uso delle note a piè pagina, uso del corsivo e dei trattini/virgolette nel discorso diretto. Si sottolinea che l’uso del corsivo o delle virgolette è spesso facoltativo e dipende dalle regole dettate dall’editore.
- La parola e l’ascolto: La lezione evidenzia la centralità della parola come strumento di impatto persuasivo. Si distingue tra sentire (senza sforzo) e ascoltare (fare attenzione e percepire), fondamentale per rilevare l’autenticità di un testo.
- Stile e sentimento: La scrittura nasce da un’emozione e da un “brivido sottopelle”. Il sentimento della scrittura è ciò che trasforma la visione del mondo in parola. Viene criticato l’uso superficiale della parola sui social media, dove la vetrina e l’immagine prevalgono sulla profondità.
Lezione 3. Grammatica e sintassi
La terza lezione è dedicata a un breve ripasso della grammatica e della sintassi, che costituiscono la base per parlare e scrivere bene.
- Grammatica: Si occupa della struttura e della forma delle parole. Si suddivide in fonologia, ortografia, morfologia ed etimologia. Vengono elencate le nove categorie di parole e la loro classificazione in variabili (nomi, articoli, verbi, aggettivi, pronomi) e invariabili (preposizioni, avverbi, congiunzioni, interiezioni).
- Sintassi: Studia come le parole si combinano tra loro per formare proposizioni e periodi. Vengono richiamate le variazioni delle parti del discorso (genere, numero, persona) e i modi e tempi dei verbi (finiti: indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo; indefiniti: infinito, gerundio, participio).
Lezione 4. Errori ricorrenti di punteggiatura e particelle
La quarta lezione elenca una serie di errori frequenti nella lingua italiana:
- Concordia di genere: Viene ribadito l’uso di forme come la poeta e le poete.
- Punteggiatura: Il vocativo e le interiezioni/esclamazioni devono sempre essere separate dal resto della frase con la virgola. Non si deve mai dividere con la virgola il soggetto dal predicato, né il verbo dal complemento oggetto.
- Segni di interpunzione: Le virgole sono definite come una tregua o una pausa breve; il punto e virgola separa le proposizioni lunghe; i due punti definiscono o elencano.
- Uso dello spazio: Non si lascia spazio prima dei segni di interpunzione (due punti, virgola, ecc.), ma si lascia sempre spazio dopo.
- Particelle e troncamenti: L’errore ricorrente di scrivere qual è o qual era con l’apostrofo è sbagliato, poiché si tratta di un troncamento (non di un’elisione).
Lezione 5. Errori ricorrenti di apostrofo, plurali e preposizioni
La quinta lezione continua l’elenco degli errori più comuni:
- Apostrofo: Un al maschile non si apostrofa, mentre al femminile si apostrofa sempre (es. un’amica). Un po’ si scrive con l’apostrofo perché è un’elisione.
- Pronomi: Le disse è la forma corretta al femminile, non gli disse.
- Accenti: L’accento su ne si mette solo se indica negazione. Stesso e medesimo vanno con l’accento acuto.
- Plurali complessi: Vengono spiegate le regole per i plurali delle parole che terminano in -cia e -gia. La i viene persa (es. pioggia -> piogge) a meno che non sia preceduta da una consonante (es. camicia -> camicie) o che la parola non sia accentata sull’ultima sillaba (es. bugia -> bugie, farmacia -> farmacie).
- Locuzioni e preposizioni: Si deve preferire oppure all’uso disgiuntivo di piuttosto che. D’accordo è la forma corretta apostrofata. Di fronte si scrive staccato. Vengono distinte le forme al fianco e a fianco (voce verbale).
Lezione 6. Errori ricorrenti sui verbi
La sesta e ultima lezione si focalizza sugli errori riguardanti il verbo.
- Il Verbo: Viene ricordato che il verbo è una parte variabile fondamentale del discorso che indica azione o modo di essere nel tempo, potendo essere attivo o passivo.
- Modi e tempi: Viene ripassata la distinzione tra modi finiti (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo) e modi indefiniti (infinito, gerundio, participio), includendo i verbi difettivi.
- Tempi composti e azioni: Vengono mostrati errori di concordanza dei tempi (es. “dopo che ebbi dormito” è corretto) e la necessità di tenere conto della frequenza di un’azione (puntuale, continuativa, iterativa).
- Verbi servili e fraseologici: Si definiscono i verbi servili (che accompagnano l’infinito: volere, potere, dovere, sapere) e i verbi fraseologici (che indicano l’imminenza, l’inizio, lo svolgimento, la durata o la conclusione di un’azione, es. stare per, continuare a).
- Errori specifici: Si correggono errori come l’uso del congiuntivo presente per i verbi in -ire (es. scrivano, non scrivino) e la distinzione tra contraddire e contrastare.
Il corso si conclude ribadendo che, sebbene la tecnica sia necessaria, essa viene dopo il sentimento della scrittura, che è la necessità di scrivere con autenticità e coraggio. L’importanza della ricerca, del dubbio, e della trasformazione continua della lingua e della società sono temi conclusivi.
Curriculum
- 1 Section
- 6 Lessons
- Lifetime
- Moduli del corsoIl corso si articola in sei videolezioni tenute da Angela De Leo, scrittrice e poetessa.6
- 1.1Correzione di bozze (1 di 6) Ruoli e tipi di editing
- 1.2Correzione di bozze (2 di 6) Stile, citazioni e comunicazione
- 1.3Correzione di bozze (3 di 6) Grammatica e sintassi
- 1.4Correzione di bozze (4 di 6) Errori ricorrenti di punteggiatura e particelle
- 1.5Correzione di bozze (5 di 6) Errori ricorrenti di apostrofo, plurali e preposizioni
- 1.6Correzione di bozze (6 di 6) Errori ricorrenti sui verbi

