Questo corso si articola in tre videolezioni dedicate all’argomento “Voce e dizione”. L’obiettivo generale è fornire agli studenti gli strumenti per ottenere una voce piena, chiara e sicura, e per comunicare in modo efficace e coinvolgente.
Ecco una descrizione dettagliata di ciascuna videolezione.
Videolezione 1 di 3: Voce e Dizione
La prima lezione si concentra sui fondamenti della voce e della respirazione, definendo la voce come un complesso di suoni che nasce a livello della laringe con il contributo della respirazione e degli organi della bocca e del naso.
- Respirazione Corretta: Viene evidenziata l’importanza di saper respirare correttamente, sottolineando che l’inspirazione deve avvenire dal naso per motivi fisiologici (riscaldamento e filtrazione dell’aria) e tecnici (riduzione del rumore al microfono). Si spiega il funzionamento della laringe come “camera di disimpegno” e delle corde vocali, che si spalancano durante l’inspirazione e si chiudono per produrre il suono attraverso la vibrazione.
- Respirazione Diaframmatica: La lezione distingue tra respirazioni non corrette (apicale, spesso femminile, e addominale, spesso maschile) e insegna la respirazione diaframmatica, essenziale per riempire totalmente i polmoni fino al diaframma. Il diaframma, una membrana muscolare elastica, si inarca nell’addome e spinge l’aria, fornendo la forza necessaria per aprire le corde vocali e generare il suono. I benefici di questa respirazione includono maggiore intensità e volume della voce, migliore ossigenazione e massaggio degli organi interni. Vengono proposti esercizi pratici per imparare a raggiungere il diaframma, sia da seduti che da sdraiati, e una tecnica yoga per rendere la respirazione diaframmatica automatica (inspirare contando fino a cinque, pausa di 2-3 secondi, espirare contando fino a dieci). Questa pratica quotidiana può anche favorire il sonno e aiutare a gestire le emozioni.
- Distribuzione dei Fiati: Viene insegnato un esercizio per imparare la distribuzione dei fiati, pronunciando ad alta voce sequenze numeriche come “10000 10000 100” dopo un’inspirazione e una pausa. In media, si possono leggere o dire circa 30 parole con una sola presa di fiato.
- Origine del Linguaggio: La lezione esplora l’evoluzione del linguaggio umano attraverso il modello del cervello tripartito di Paul MacLean. Si distinguono il cervello rettiliano (funzioni automatiche), il cervello limbico o emotivo (deputato all’associazione e alla sopravvivenza da attacchi esterni) e la neocorteccia (responsabile delle funzioni più alte dell’uomo, come pensiero simbolico, visualizzazione e consapevolezza). Vengono menzionate l’area di Broca (articolazione del linguaggio) e l’area di Wernicke (comprensione del linguaggio) nella neocorteccia, collegate ad altre aree motorie per il movimento degli organi della bocca.
- Caratteristiche della Voce: Similmente a uno strumento musicale, la voce necessita di una corretta impostazione. Le caratteristiche fondamentali esaminate sono:
- Intensità: Data dall’uso corretto del diaframma e dalla sua spinta.
- Altezza: Determinata dalla lunghezza e dalla tensione delle corde vocali (più strette e corte = suono più acuto). La frequenza di vibrazione delle corde vocali è unica per ogni individuo.
- Timbro: Il “biglietto da visita” della voce, dipende dalle parti del corpo che fungono da casse di risonanza. Vengono descritti diversi registri: di testa (suono leggero e brillante, falsetto), nasale (quando il velo pendulo indirizza i fonemi m, n, gn verso il naso), di gola (voce ingolata, gutturale, non corretta ma utile per caratterizzazioni), diaframmatico (per dare intensità senza strillare) e di petto (il registro più naturale, pieno e profondo, che conferisce autorità e calore). Un esercizio chiamato “prova del nove” aiuta a verificare se la voce è correttamente impostata sul timbro di petto.
Videolezione 2 di 3: Grammatica dei Suoni e Ortoepia
La seconda lezione approfondisce la fonetica della lingua italiana, esaminando le vocali e le consonanti dal punto di vista dei suoni.
- Vocali: L’alfabeto italiano ha 5 vocali grafiche, ma foneticamente sono 7 (A, I, U hanno un solo suono, mentre E e O hanno un doppio suono: aperto o chiuso). La distinzione tra E e O aperte o chiuse dipende dall’accento fonico (grave per l’aperta, acuto per la chiusa). Vengono forniti trucchi per distinguerle (posizione della lingua per la E, posizione delle labbra per la O) ed esempi di parole. Si esplora l’origine latina di queste differenze e si presentano numerose regole ed eccezioni per la pronuncia della E e della O, con esercizi pratici.
- Consonanti:
- S Sorda e Sonora: Si illustra come pronunciare correttamente la ‘S’ senza sibili fastidiosi, posizionando la punta della lingua sui denti inferiori con le labbra stirate. Viene spiegata la differenza tra ‘S’ sorda (es. “sano”) e ‘S’ sonora (es. “chiesa”) e le loro regole d’uso, con un’attenzione particolare agli amici romani e napoletani per evitare la trasformazione della ‘S’ in ‘Z’.
- R Moscia e Corretta: Si analizzano le diverse pronunce della ‘R’: quella corretta con la punta della lingua vibrante, la ‘R’ moscia con la vibrazione alla radice, e la pronuncia priva di vibrazione. Vengono suggeriti espedienti per imparare la ‘R’ corretta.
- Z Sorda e Sonora: La ‘Z’ sorda (es. “tazza”) e la ‘Z’ sonora (es. “zaino”) sono spiegate con le loro trascrizioni fonetiche e la facilità di pronuncia partendo da ‘T’ o ‘D’.
- GL (fonema): Si insegna la pronuncia corretta del ‘GL’ (es. “paglia”) schiacciando la lingua contro il palato, e si evidenziano le pronunce regionali errate. Un trucco per superare questa difficoltà è anticipare il ‘GL’ con una ‘L’.
- Raddoppiamento Fonosintattico: Viene introdotta questa regola della pronuncia italiana, spesso non insegnata a scuola, che prevede il raddoppiamento della consonante che segue un monosillabo, una parola tronca o un’esclamazione. Si mostrano esempi pratici e come l’interpretazione possa influenzare l’applicazione di questa regola.
- Ortoepia: La lezione si conclude con un’ampia sezione dedicata alla pronuncia corretta di parole italiane che comunemente vengono errate. Vengono analizzate parole come “sguaina”, “incavo”, “facoceri”, “robot”, “diatriba”, “devia”, “alacre”, “edile”, “regime”, “utensile”, “scandinavo”, “eduli”. Si discute anche l’evoluzione storica di pronunce come “alchimia” e “filosofia”.
Videolezione 3 di 3: Evoluzione della Lingua, Articolazione e Prosodia
La terza lezione offre una prospettiva sull’evoluzione della lingua italiana, per poi concentrarsi su articolazione e prosodia.
- Evoluzione della Lingua Italiana: La lezione inizia con una parentesi culturale sull’evoluzione dell’italiano dal greco e, soprattutto, dal latino volgare. Vengono mostrati esempi di parole che dal latino classico si sono trasformate nel volgare italiano (es. Caballus anziché Ecus per “cavallo”). Si discute l’influenza delle invasioni barbariche, che hanno arricchito il lessico italiano con parole di origine gotica, longobarda, franca e bizantina. Vengono presentati alcuni dei pochissimi documenti che testimoniano il passaggio dal latino volgare all’italiano, come i Placiti di Cassino, un graffito nelle catacombe di Santa Comodilla e l’Indovinello Veronese. Si analizza anche un dipinto della Basilica di San Clemente che contiene un dialogo in volgare antico.
- Nascita dell’Italiano Standard: Nel XIII secolo, il fiorentino si impose sulle altre varianti dialettali grazie alla sua valenza letteraria, mercantile e bancaria, e fu ulteriormente diffuso dall’invenzione della stampa. Dopo l’Unità d’Italia nel 1861, Alessandro Manzoni guidò una commissione che individuò nel fiorentino parlato dalle persone colte la lingua da adottare in tutta Italia. Viene menzionato il concetto del “fiorentino in bocca a un romano” come la pronuncia italiana ideale, poiché il romano attenuava le peculiarità del fiorentino. La lezione riprende poi la discussione sull’ortoepia, rivedendo la pronuncia corretta di parole già affrontate e introducendo quella di luoghi geografici spesso pronunciati erroneamente (es. Potòmac, Arcansò, Illinòis, Nuoro, Tanzania, Ucraina).
- Articolazione: Questa sezione si focalizza sull’abilità di rendere chiare e nitide le sillabe delle parole. Viene citato Ruggero Orlando come esempio di eccellente articolazione, e si sottolinea il ruolo dei muscoli zigomatici nel prevenire l’inciampare sulle parole. Vengono proposti numerosi esercizi di articolazione per allenare labbra, lingua, mandibola, palato e denti, inclusi scioglilingua come “Sopra la panca la capra campa”.
- Fattori che Influenzano la Voce: La lezione esamina gli elementi che possono alterare la qualità della voce:
- Emozioni negative: Ansia, stress, depressione.
- Alimenti da evitare: Carciofi, caramelle balsamiche alla menta ed eucalipto.
- Comportamenti dannosi: Fumo, alcol, droghe, aria condizionata, inquinamento, riscaldamento eccessivo, rigurgito gastroesofageo.
- Abitudini scorrette: Consumare bevande calde o parlare a lungo dopo un uso prolungato della voce, schiarire la voce con raschiamenti o colpi di tosse, coricarsi subito dopo i pasti, parlare a voce alta per sovrastare i rumori ambientali. Vengono spiegate le conseguenze di tali comportamenti, come infiammazioni, aumento dell’acidità gastrica e sovraffaticamento vocale.
- Prosodia: Infine, la lezione si concentra sulla prosodia, “l’arte di dare vita alle parole”. Si spiega come l’intonazione corretta, basata sui segni di interpunzione, renda il messaggio più chiaro e coinvolgente. Ogni segno di interpunzione (punto, punto e virgola, virgola, due punti, virgolette, puntini di sospensione, punto esclamativo, punto interrogativo) viene analizzato per il suo effetto sulla voce, sulle pause e sul tono. Viene sottolineato come la presenza o meno di una virgola possa cambiare radicalmente il significato di una frase, con un esempio dall’antichità romana.
- Modulazione Vocale e Tonalità: Viene incoraggiata la modulazione della voce per aggiungere vivacità e mordente. Un esercizio proposto invita a leggere una frase in diversi modi (sillabando, unendo le parole, con toni diversi, con emozioni specifiche). La lezione conclude con un’analogia tra le tonalità della voce e i sapori, associando toni specifici (dolce, salato, amaro, acido, umami) a diverse sensazioni ed effetti comunicativi.
Curriculum
- 1 Section
- 3 Lessons
- Lifetime
- Moduli del corsoIl corso si sviluppa in tre videolezioni dedicate all'uso della voce e alla dizione ed è tenuto da Alberto Lori, noto speaker TV e di documentari.3

